Teodoro Galli
Teodoro era nato nel 1908 a San Dalmazio Monfestino, un ridente paese dell’appennino modenese. Emigrato a Sesto San Giovanni per lavoro, fu
assunto alla Falck stabilimento Vulcano come meccanico. Non conosciamo le sue opinioni sul Fascismo e sulla guerra, ma sappiamo che venne
arrestato il 28 marzo 1944 nello stesso giorno di quasi tutti gli arrestati della Falck. Era la rappresaglia messa in atto dai Nazisti per gli scioperanti, considerati pericolosi oppositori. In realtà vennero i fascisti ad arrestare i lavoratori: in casa di notte, di giorno, in fabbrica, per strada. Nel solo mese di marzo a Sesto San Giovanni furono arrestati 220 lavoratori.
Teodoro fu catturato in casa e poi rinchiuso con gli altri a San Vittore per pochi giorni: troviamo il suo nome nello Streikertransport (trasporto scioperanti) redatto dalle SS. Portato, infine, con gli altri in camion a Bergamo, dove si andava formando il convoglio degli arrestati in Piemonte e
in tutta la Lombardia. In 242 partirono il 6 aprile nei vagoni piombati e l’8 erano a Mauthausen. Teodoro fu destinato al terribile campo secondario
di Gusen, forse destinato alla produzione degli armamenti. La possibilità di lavorare al chiuso, nonostante le vessazioni, le condizioni di ricovero al
freddo e lo scarso vitto, fece durare la sua sopravvivenza per un anno. Alla fine, il suo organismo cedette: morì di privazioni e di fatica proprio il giorno prima della liberazione del campo. Aveva 37 anni.
assunto alla Falck stabilimento Vulcano come meccanico. Non conosciamo le sue opinioni sul Fascismo e sulla guerra, ma sappiamo che venne
arrestato il 28 marzo 1944 nello stesso giorno di quasi tutti gli arrestati della Falck. Era la rappresaglia messa in atto dai Nazisti per gli scioperanti, considerati pericolosi oppositori. In realtà vennero i fascisti ad arrestare i lavoratori: in casa di notte, di giorno, in fabbrica, per strada. Nel solo mese di marzo a Sesto San Giovanni furono arrestati 220 lavoratori.
Teodoro fu catturato in casa e poi rinchiuso con gli altri a San Vittore per pochi giorni: troviamo il suo nome nello Streikertransport (trasporto scioperanti) redatto dalle SS. Portato, infine, con gli altri in camion a Bergamo, dove si andava formando il convoglio degli arrestati in Piemonte e
in tutta la Lombardia. In 242 partirono il 6 aprile nei vagoni piombati e l’8 erano a Mauthausen. Teodoro fu destinato al terribile campo secondario
di Gusen, forse destinato alla produzione degli armamenti. La possibilità di lavorare al chiuso, nonostante le vessazioni, le condizioni di ricovero al
freddo e lo scarso vitto, fece durare la sua sopravvivenza per un anno. Alla fine, il suo organismo cedette: morì di privazioni e di fatica proprio il giorno prima della liberazione del campo. Aveva 37 anni.