Palmiro Nanetti
Palmiro era nato nel 1896 in provincia di Ferrara e come tanti altri era arrivato a Sesto San Giovanni grazie allo sviluppo dell’industria siderurgica
della città, che richiamò molta manodopera da tutta l’Italia. Aveva quindi trovato lavoro alla Breda II sezione, come trapanista. Partecipò ai grandi scioperi del marzo 1944, a cui fece seguito un’enorme ondata di deportazioni: la risposta dell’occupante nazista a chi aveva osato fermare
la produzione per il Reich. Buona parte dei dipendenti della Breda erano con lui prima al carcere di San Fedele e poi a San Vittore, dove il 14 marzo
nel raggio tedesco venne compilato lo Streikertransport (trasporto scioperanti) nel cui elenco troviamo i nomi di tanti sestesi. Tutti gli arrestati
furono poi raccolti alla Caserma Umberto I di Bergamo, dove si formò il convoglio di 566 uomini e 7 donne per la deportazione in Germania. Arrivato a Mauthausen il 20 marzo 1944, Palmiro fu immatricolato col numero 59013, SchutzHaf Triangolo Rosso, che indicava i deportati per motivi
di sicurezza per i quali non era previsto il ritorno. Dopo pochissimi giorni, fu inviato a Gusen, dove in quei mesi moltissimi deportati furono addetti
alla costruzione di gallerie scavate nella roccia in cui collocare la produzione bellica in luogo protetto dai bombardamenti alleati. Molti di questo
gruppo ebbero questa drammatica destinazione, da cui il nome di Gusen “cimitero degli italiani”. Palmiro morì dopo sei mesi di privazioni, violenze,
fatica, il 21 ottobre 1944 a 48 anni. Il certificato di morte indica come causa, insufficienza miocardica e decadimento fisico.
della città, che richiamò molta manodopera da tutta l’Italia. Aveva quindi trovato lavoro alla Breda II sezione, come trapanista. Partecipò ai grandi scioperi del marzo 1944, a cui fece seguito un’enorme ondata di deportazioni: la risposta dell’occupante nazista a chi aveva osato fermare
la produzione per il Reich. Buona parte dei dipendenti della Breda erano con lui prima al carcere di San Fedele e poi a San Vittore, dove il 14 marzo
nel raggio tedesco venne compilato lo Streikertransport (trasporto scioperanti) nel cui elenco troviamo i nomi di tanti sestesi. Tutti gli arrestati
furono poi raccolti alla Caserma Umberto I di Bergamo, dove si formò il convoglio di 566 uomini e 7 donne per la deportazione in Germania. Arrivato a Mauthausen il 20 marzo 1944, Palmiro fu immatricolato col numero 59013, SchutzHaf Triangolo Rosso, che indicava i deportati per motivi
di sicurezza per i quali non era previsto il ritorno. Dopo pochissimi giorni, fu inviato a Gusen, dove in quei mesi moltissimi deportati furono addetti
alla costruzione di gallerie scavate nella roccia in cui collocare la produzione bellica in luogo protetto dai bombardamenti alleati. Molti di questo
gruppo ebbero questa drammatica destinazione, da cui il nome di Gusen “cimitero degli italiani”. Palmiro morì dopo sei mesi di privazioni, violenze,
fatica, il 21 ottobre 1944 a 48 anni. Il certificato di morte indica come causa, insufficienza miocardica e decadimento fisico.