
Oriade Previati
Oriade Previati nasce il 13 giugno 1900 in una frazione di Copparo in provincia di Ferrara. Di famiglia contadina, come tanti altri arriva a Sesto San Giovanni grazie allo sviluppo dell’industria siderurgica della città, che richiama molta manodopera da tutta l’Italia. Tutti i suoi quattro figli sono nati a Sesto San Giovanni.
In verità si allontana dal suo paese nel 1924 anche per motivi politici:
era socialista fin dal 1921 e in paese dopo la nascita del Fascismo erano brutti momenti. Trova lavoro alla Breda IV sezione Siderurgia come operaio addetto alla gru. È membro del Comitato di Liberazione aziendale e militante nella 108ma Brigata Garibaldi SAP, tenuto sotto controllo dai fascisti, che spesso lo rinchiudono nella sede del Fascio per intimorirlo.
Viene arrestato di notte, a casa sua, nei giorni immediatamente successivi ai grandi scioperi del 1 marzo 1944. Portato nel carcere di San Fedele e poi a San Vittore, da lì è trasferito alla Caserma Umberto I di Bergamo e deportato.
Oriade arriva a Mauthausen il 20 marzo 1944, immatricolato come Schutzhaf ossia prigioniero politico, con il numero 59075 e il triangolo rosso. Dopo pochi giorni, è inviato a Gusen, non si sa a quale mansione è destinato.
Muore il 3 febbraio 1945. Causa della morte “debolezza cardiaca e deperimento organico”: il suo corpo è stato distrutto dal duro lavoro del Lager fino a consumarsi.
La famiglia, che ignora tutto e che ancora spera, sarà informata della sua morte da un deportato sopravvissuto e rientrato due mesi dopo.
Nel 1999 è stato stipulato un “Patto d’Amicizia” tra il Comune di Sesto San Giovanni e quello di Langenstein, sul cui territorio era situato il Lager di Gusen e ogni anno l’Aned organizza un importante viaggio cittadino che attraversa sia Gusen che Mauthausen, per rendere onore a tutti i deportati lavoratori nella città di Sesto San Giovanni.
In verità si allontana dal suo paese nel 1924 anche per motivi politici:
era socialista fin dal 1921 e in paese dopo la nascita del Fascismo erano brutti momenti. Trova lavoro alla Breda IV sezione Siderurgia come operaio addetto alla gru. È membro del Comitato di Liberazione aziendale e militante nella 108ma Brigata Garibaldi SAP, tenuto sotto controllo dai fascisti, che spesso lo rinchiudono nella sede del Fascio per intimorirlo.
Viene arrestato di notte, a casa sua, nei giorni immediatamente successivi ai grandi scioperi del 1 marzo 1944. Portato nel carcere di San Fedele e poi a San Vittore, da lì è trasferito alla Caserma Umberto I di Bergamo e deportato.
Oriade arriva a Mauthausen il 20 marzo 1944, immatricolato come Schutzhaf ossia prigioniero politico, con il numero 59075 e il triangolo rosso. Dopo pochi giorni, è inviato a Gusen, non si sa a quale mansione è destinato.
Muore il 3 febbraio 1945. Causa della morte “debolezza cardiaca e deperimento organico”: il suo corpo è stato distrutto dal duro lavoro del Lager fino a consumarsi.
La famiglia, che ignora tutto e che ancora spera, sarà informata della sua morte da un deportato sopravvissuto e rientrato due mesi dopo.
Nel 1999 è stato stipulato un “Patto d’Amicizia” tra il Comune di Sesto San Giovanni e quello di Langenstein, sul cui territorio era situato il Lager di Gusen e ogni anno l’Aned organizza un importante viaggio cittadino che attraversa sia Gusen che Mauthausen, per rendere onore a tutti i deportati lavoratori nella città di Sesto San Giovanni.