
Luigi Giovanni Tansini
Era nato a Paderno Cremonese nel 1888. Nel 1910 si era trasferito a Sesto, dove aveva trovato lavoro alla Falck. Di fede anarchica, era stato licenziato dalla Falck nel 1917 e nel 1935 condannato a 3 anni di confino dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato per discorsi antifascisti e contro la guerra in Abissinia. Scontata la pena era stato assunto alla Breda V sezione, dove lavorava come capo elettricista.
Fu arrestato nei pressi della sua abitazione subito dopo gli scioperi del marzo 1944, il 13 marzo risulta rinchiuso a San Vittore.
Dopo più di un mese di detenzione, fu inviato il 27 aprile al campo di raccolta di Fossoli, dove il 17 maggio rimase ferito alla schiena durante un mitragliamento aereo alleato sul campo, restando in infermeria due mesi. Il 22 luglio il trasferimento a Bolzano e infine, dopo pochi giorni la
partenza verso il Lager di Mauthausen il 5 agosto, dove gli venne chiusa al polso la targhetta metallica col n°82532.
Trasferito al sottocampo Gusen II, dove venne utilizzato come tecnico elettricista probabilmente nella costruzione di aerei Messerschmitt, non
resistette a lungo alle privazioni e alle dure condizioni di vita, morendo il 28 dicembre 1944 “per deperimento organico e debolezza cardiaca”,
all’età di 56 anni. Solo nel giugno del 1946 la famiglia ebbe la comunicazione ufficiale del decesso.
Fu arrestato nei pressi della sua abitazione subito dopo gli scioperi del marzo 1944, il 13 marzo risulta rinchiuso a San Vittore.
Dopo più di un mese di detenzione, fu inviato il 27 aprile al campo di raccolta di Fossoli, dove il 17 maggio rimase ferito alla schiena durante un mitragliamento aereo alleato sul campo, restando in infermeria due mesi. Il 22 luglio il trasferimento a Bolzano e infine, dopo pochi giorni la
partenza verso il Lager di Mauthausen il 5 agosto, dove gli venne chiusa al polso la targhetta metallica col n°82532.
Trasferito al sottocampo Gusen II, dove venne utilizzato come tecnico elettricista probabilmente nella costruzione di aerei Messerschmitt, non
resistette a lungo alle privazioni e alle dure condizioni di vita, morendo il 28 dicembre 1944 “per deperimento organico e debolezza cardiaca”,
all’età di 56 anni. Solo nel giugno del 1946 la famiglia ebbe la comunicazione ufficiale del decesso.