Guerra Aldo
Aldo era nato in Svizzera, da genitori emigrati in cerca di fortuna, che purtroppo erano morti, uno dopo l’altro. Aldo e la sorella erano stati rimandati in Italia in collegio, da cui Aldo riesce a fuggire a 16 anni, facendosi assumere come apprendista alla Breda e facendo venire con sé la sorella.
Dopo il lavoro frequenta la scuola serale di Ragioneria, dove ottiene il diploma.
Alla Breda incontra Bruna, fuggita dal Polesine per la persecuzione continua sulla famiglia da parte dei fascisti. La sintonia ideale è immediata,
un’amicizia che si trasforma presto in amore, il matrimonio sempre rimandato a causa delle difficoltà economiche della guerra. Finalmente Aldo è assunto come ragioniere alla AutoBianchi di Milano e si rende disponibile un piccolo appartamento: il matrimonio è possibile. Il 10 febbraio finalmente uniti trascorrono insieme alcuni giorni di vacanza.
Al rientro - erano gli ultimi giorni di febbraio - si preparava un grande sciopero generale. Il 1° marzo tutte le attività si fermano, Bruna attende il
ritorno a casa di Aldo, che non rientra. La mattina successiva alla Bianchi la informano dell’arresto proprio davanti alla fabbrica, il primo giorno
di sciopero, con altri 10.
Il seguito ricalca la sorte di tutti i deportati in quei giorni: corsa affannosa delle mogli a San Vittore e scoprire che Aldo è a Fossoli. Disorientamento, poi partenza in treno nella notte per Carpi. Invano: Bruna riesce solo a scorgere Aldo da lontano, scambiano un sorriso. Arriva poi la
notizia che sono stati tutti trasferiti a Bergamo, e lì, finalmente, riescono a vedersi, ogni giorno 5 minuti in un grande stanzone pieno di gente. Lo
vede partire alla Stazione: solo un sorriso e un saluto con la mano e i vagoni piombati vengono chiusi. Aldo non lo vedrà mai più. Per più di un anno nessuna notizia, poi la dura verità: Mauthausen, Gusen e infine la morte per setticemia.
Dopo il lavoro frequenta la scuola serale di Ragioneria, dove ottiene il diploma.
Alla Breda incontra Bruna, fuggita dal Polesine per la persecuzione continua sulla famiglia da parte dei fascisti. La sintonia ideale è immediata,
un’amicizia che si trasforma presto in amore, il matrimonio sempre rimandato a causa delle difficoltà economiche della guerra. Finalmente Aldo è assunto come ragioniere alla AutoBianchi di Milano e si rende disponibile un piccolo appartamento: il matrimonio è possibile. Il 10 febbraio finalmente uniti trascorrono insieme alcuni giorni di vacanza.
Al rientro - erano gli ultimi giorni di febbraio - si preparava un grande sciopero generale. Il 1° marzo tutte le attività si fermano, Bruna attende il
ritorno a casa di Aldo, che non rientra. La mattina successiva alla Bianchi la informano dell’arresto proprio davanti alla fabbrica, il primo giorno
di sciopero, con altri 10.
Il seguito ricalca la sorte di tutti i deportati in quei giorni: corsa affannosa delle mogli a San Vittore e scoprire che Aldo è a Fossoli. Disorientamento, poi partenza in treno nella notte per Carpi. Invano: Bruna riesce solo a scorgere Aldo da lontano, scambiano un sorriso. Arriva poi la
notizia che sono stati tutti trasferiti a Bergamo, e lì, finalmente, riescono a vedersi, ogni giorno 5 minuti in un grande stanzone pieno di gente. Lo
vede partire alla Stazione: solo un sorriso e un saluto con la mano e i vagoni piombati vengono chiusi. Aldo non lo vedrà mai più. Per più di un anno nessuna notizia, poi la dura verità: Mauthausen, Gusen e infine la morte per setticemia.