Ettore Pilloni
Emigrato dal Veneto a Sesto San Giovanni a 26 anni, qui si sposò ed ebbe due figli, nati poco prima della guerra. Lavorava alla Breda IV sezione come tornitore, i suoi compagni lo ricordavano come un uomo buono e onesto.
Fu arrestato il 14 marzo, subito dopo il grande sciopero del marzo 1944, da uomini in borghese che arrivavano nelle case, di notte, a catturare gli scioperanti come quasi tutti gli antifascisti del CLN Breda. Inviato immediatamente al carcere di San Vittore, troviamo il suo nome nello Strikertransport per l’invio in Germania. Era la punizione per aver osato fermare la produzione, ma era anche la decisione di utilizzare lavoratori schiavi per la produzione bellica del Reich, persone da sfruttare senza pietà. Il 17 marzo, dopo solo tre giorni partiva da Bergamo destinazione Mauthausen. Immatricolato il 20 marzo col numero 59063, fu subito mandato al campo secondario di Gusen II dove iniziavano i lavori per la costruzione del campo e per lo scavo di un sistema di gallerie entro le quali collocare gli impianti per la produzione di armi e parti di aerei per la Steyr-Daimler e la Messerschmitt. L’estrema durezza della vita e del lavoro procurarono un rapido decadimento fisico per Ettore: il 28 aprile fu ricoverato nel Sanitätslager, la baracca dell’infermeria del campo principale, dove morì dopo pochi giorni: il 4 maggio all’età di 45 anni, lasciando la moglie con due bambini di 4 e 6 anni.
Fu arrestato il 14 marzo, subito dopo il grande sciopero del marzo 1944, da uomini in borghese che arrivavano nelle case, di notte, a catturare gli scioperanti come quasi tutti gli antifascisti del CLN Breda. Inviato immediatamente al carcere di San Vittore, troviamo il suo nome nello Strikertransport per l’invio in Germania. Era la punizione per aver osato fermare la produzione, ma era anche la decisione di utilizzare lavoratori schiavi per la produzione bellica del Reich, persone da sfruttare senza pietà. Il 17 marzo, dopo solo tre giorni partiva da Bergamo destinazione Mauthausen. Immatricolato il 20 marzo col numero 59063, fu subito mandato al campo secondario di Gusen II dove iniziavano i lavori per la costruzione del campo e per lo scavo di un sistema di gallerie entro le quali collocare gli impianti per la produzione di armi e parti di aerei per la Steyr-Daimler e la Messerschmitt. L’estrema durezza della vita e del lavoro procurarono un rapido decadimento fisico per Ettore: il 28 aprile fu ricoverato nel Sanitätslager, la baracca dell’infermeria del campo principale, dove morì dopo pochi giorni: il 4 maggio all’età di 45 anni, lasciando la moglie con due bambini di 4 e 6 anni.