Raffaele Marcenaro
Raffaele era genovese, nato nella frazione di Pegli nel 1924. Si era trasferito nel 1938 con i genitori e la sorella a Sesto San Giovanni e, dopo aver campato la leva militare, nel 1942 era stato assunto alla Breda IV sezione come impiegato amministrativo. Dopo l’8 settembre 1943 la situazione si fa più critica per tutti. Racconta un compagno: «In quel periodo in Breda c’erano tanti allarmi e si aveva la possibilità di parlare, di scambiarci le idee e dopo un po’ di tempo abbiamo capito che bisognava fare qualcosa, fare una formazione partigiana, i vecchi facevano già del volantinaggio e così
abbiamo iniziato la nostra formazione partigiana». Raffaele aderisce così alla 55ma Brigata Rosselli. Viene catturato nei pressi di Lecco dalla SD
Sichereits Diest germanica di Como il 21 ottobre 1944: erano i primi arresti contro i neonati gruppi partigiani. Entra nel carcere di San Vittore, il 20
novembre è consegnato al braccio tedesco per la deportazione, il giorno successivo è nel lager italiano di Bolzano. Scrive alcuni biglietti per rassicurare la famiglia: «Come vedete non vi faccio rimanere senza mie notizie anche perché so con quale ansietà le attendete. Piano piano mi sto abituando a questa nuova vita, pure la mia salute è ottima». Invece il 14 dicembre parte per Mauthausen. Ai primi di gennaio è trasferito a Melk, uno dei più grandi campi satellite di Mauthausen, adibito alla produzione sotterranea di armi. Quasi 5000 prigionieri vi persero la vita: Raffaele, all’età di soli 21 anni vi morì il 15 marzo, dopo soli tre mesi, “per insufficienza cardiaca”.
abbiamo iniziato la nostra formazione partigiana». Raffaele aderisce così alla 55ma Brigata Rosselli. Viene catturato nei pressi di Lecco dalla SD
Sichereits Diest germanica di Como il 21 ottobre 1944: erano i primi arresti contro i neonati gruppi partigiani. Entra nel carcere di San Vittore, il 20
novembre è consegnato al braccio tedesco per la deportazione, il giorno successivo è nel lager italiano di Bolzano. Scrive alcuni biglietti per rassicurare la famiglia: «Come vedete non vi faccio rimanere senza mie notizie anche perché so con quale ansietà le attendete. Piano piano mi sto abituando a questa nuova vita, pure la mia salute è ottima». Invece il 14 dicembre parte per Mauthausen. Ai primi di gennaio è trasferito a Melk, uno dei più grandi campi satellite di Mauthausen, adibito alla produzione sotterranea di armi. Quasi 5000 prigionieri vi persero la vita: Raffaele, all’età di soli 21 anni vi morì il 15 marzo, dopo soli tre mesi, “per insufficienza cardiaca”.