
Luciano Morganti
Era nato a Villadossola (Novara) nel 1897 dove si era sposato con Corinna Nesti. Luciano svolgeva il mestiere di “spaccapietre”, era attivista politico
socialista e poi comunista; Corinna era stata delegata al Congresso di Livorno del Partito Comunista.
L’anno successivo i due coniugi si trasferirono a Sesto, dove Corinna gestiva il “Polo Nord”, trattoria con alloggio, come si diceva a quei tempi, in cui si faceva anche musica jazz, subito diventato ritrovo degli antifascisti.
Iniziarono subito le retate dei fascisti, e gli arresti per riunione sediziosa.
Luciano, che lavorava alla Breda IV sezione siderurgica, venne licenziato con la motivazione ufficiale delle numerose assenze. Negli anni successivi, a causa delle continue retate fasciste alla ricerca di materiale di propaganda sovversiva, i coniugi Morganti lasciarono il “Polo Nord” e
acquistarono faticosamente una trattoria che si chiamò “Caffè Trattoria Carducci”. Il locale ospitava l’”Associazione sportiva Pro Sesto” e quella calcistica “Boni & Fanciulli”, nonché quella degli Alpini, il che serviva da copertura per le riunioni politiche. Il locale fu chiuso almeno sei volte dalle autorità fasciste: il primo ordine di chiusura è del 1936, in occasione della visita di Mussolini in città. Ogni volta Corinna faceva ricorso e il locale dopo qualche tempo riapriva. Nel frattempo, Luciano aveva trovato lavoro alla SAPSA e infine era stato riassunto alla Breda V sezione
Aeronautica.
Il suo arresto avvenne il 3 marzo 1944, all’interno del bar, mentre serviva tre Campari Soda. Deportato a Mauthausen il 13 marzo, un mese dopo fu trasferito nel terribile sottocampo di Ebensee, dove si scavavano con inenarrabile fatica umana gallerie per la costruzione di razzi.
Luciano resistette fino al novembre 1944, quando si spense, all’età di 47 anni, per insufficienza cardiocircolatoria. Solo nel 1947 la famiglia ebbe la
comunicazione ufficiale della sua morte.
socialista e poi comunista; Corinna era stata delegata al Congresso di Livorno del Partito Comunista.
L’anno successivo i due coniugi si trasferirono a Sesto, dove Corinna gestiva il “Polo Nord”, trattoria con alloggio, come si diceva a quei tempi, in cui si faceva anche musica jazz, subito diventato ritrovo degli antifascisti.
Iniziarono subito le retate dei fascisti, e gli arresti per riunione sediziosa.
Luciano, che lavorava alla Breda IV sezione siderurgica, venne licenziato con la motivazione ufficiale delle numerose assenze. Negli anni successivi, a causa delle continue retate fasciste alla ricerca di materiale di propaganda sovversiva, i coniugi Morganti lasciarono il “Polo Nord” e
acquistarono faticosamente una trattoria che si chiamò “Caffè Trattoria Carducci”. Il locale ospitava l’”Associazione sportiva Pro Sesto” e quella calcistica “Boni & Fanciulli”, nonché quella degli Alpini, il che serviva da copertura per le riunioni politiche. Il locale fu chiuso almeno sei volte dalle autorità fasciste: il primo ordine di chiusura è del 1936, in occasione della visita di Mussolini in città. Ogni volta Corinna faceva ricorso e il locale dopo qualche tempo riapriva. Nel frattempo, Luciano aveva trovato lavoro alla SAPSA e infine era stato riassunto alla Breda V sezione
Aeronautica.
Il suo arresto avvenne il 3 marzo 1944, all’interno del bar, mentre serviva tre Campari Soda. Deportato a Mauthausen il 13 marzo, un mese dopo fu trasferito nel terribile sottocampo di Ebensee, dove si scavavano con inenarrabile fatica umana gallerie per la costruzione di razzi.
Luciano resistette fino al novembre 1944, quando si spense, all’età di 47 anni, per insufficienza cardiocircolatoria. Solo nel 1947 la famiglia ebbe la
comunicazione ufficiale della sua morte.