Eliseo Picardi
La storia della famiglia Picardi è connotata dalle vessazioni, dagli spaventi, dalla fame. Prima il nonno anarchico continuamente in fuga, poi il padre dei fratelli Licinio e Eliseo perseguitato e continuamente arrestato, con lavori precari. La famiglia teneva sempre pronte le valigie e dove il padre trovava lavoro, si andava: in Piemonte, a Monza, a Clusone, infine a Sesto San Giovanni. I valori della giustizia e dell’uguaglianza scorrono nel latte materno, la madre li fa crescere spiegando ogni volta i motivi dell’arresto del padre. Licinio e Eliseo, i più grandi, trovano presto lavoro alla Falck e alla sera studiano per raggiungere un diploma. Entrambi si impegnano subito nella propaganda e nell’organizzazione della Resistenza. Quando il clima si fa più pericoloso all’interno della fabbrica, dopo l’8 settembre, come tanti giovani militanti prendono la strada della montagna, acquartierandosi in Val Seriana.
Purtroppo, rintracciati nel loro rifugio di Bratto della Presolana, entrambi i fratelli vengono arrestati, il 16 novembre 1943. Inviati prima al carcere di Clusone, sono poi rinchiusi a San Vittore per più di 3 mesi. Partono insieme dal Binario 21 di Milano verso Mauthausen il 4 marzo 1944.
Registrati col n°57614 e 57615 sono subito inviati a Ebensee, destinati al Kommando Zement dove si scavavano gigantesche gallerie nella montagna per dislocarvi, al riparo delle incursioni aeree, il Centro Missilistico Sperimentale. I prigionieri vivevano in condizioni disumane, sottoposti a fatiche inenarrabili. Eliseo, nonostante la giovane età resiste fino al 29 marzo 1945. Licinio riesce a rientrare in Italia ma muore di TBC pochi mesi dopo.
Purtroppo, rintracciati nel loro rifugio di Bratto della Presolana, entrambi i fratelli vengono arrestati, il 16 novembre 1943. Inviati prima al carcere di Clusone, sono poi rinchiusi a San Vittore per più di 3 mesi. Partono insieme dal Binario 21 di Milano verso Mauthausen il 4 marzo 1944.
Registrati col n°57614 e 57615 sono subito inviati a Ebensee, destinati al Kommando Zement dove si scavavano gigantesche gallerie nella montagna per dislocarvi, al riparo delle incursioni aeree, il Centro Missilistico Sperimentale. I prigionieri vivevano in condizioni disumane, sottoposti a fatiche inenarrabili. Eliseo, nonostante la giovane età resiste fino al 29 marzo 1945. Licinio riesce a rientrare in Italia ma muore di TBC pochi mesi dopo.